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Marco Pantani
Pantani vincitore a Plan di Montecampione al Giro d'Italia 1998
Nazionalitร Italia (bandiera)ย Italia
Altezza172 cm
Peso57 kg
Ciclismo
Specialitร Strada
Carriera
Squadre di club
1989S.C. Rinascita Ravenna
1990-1992G.S. Lambrusco Giacobazzi
1992-1996Carrera Jeans
1997-2003Mercatone Uno
Nazionale
1994-2000Italia (bandiera) Italia
Palmarรจs
ย Mondiali
BronzoDuitama 1995In linea

Marco Pantani (Cesena, 13 gennaio 1970[1] โ€“ Rimini, 14 febbraio 2004) รจ stato un ciclista su strada italiano, con caratteristiche di scalatore puro[2]. Soprannominato "il Pirata" (o anche "Pantadattilo", appellativo attribuitogli dal giornalista Gianni Mura[3][4]), รจ considerato tra i piรน forti scalatori puri di tutti i tempi in virtรน dei numerosi suoi record in salita e i riconoscimenti da parte di altri corridori.

Professionista dal 1992 al 2003, ottenne in tutto 46 vittorie in carriera, con i migliori risultati nelle corse a tappe. Si consegnรฒ alla storia per esser entrato nel ristretto novero di atleti in grado di centrare la cosiddetta "doppietta Giro-Tour",[5] trionfando nei giri d'Italia e di Francia nella stessa annata (1998); รจ stato uno dei pochi ciclisti, assieme a Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche, Miguel Indurain e, dopo di lui, Tadej Pogaฤar, a riuscire nell'impresa. Vinse inoltre la medaglia di bronzo ai Mondiali in linea del 1995. รˆ suo il tempo d'ascesa piรน veloce su una delle vette piรน prestigiose del Tour, ossia l'Alpe d'Huez (36:50).[6] Charly Gaul, al quale Pantani contende spesso il titolo di piรน grande scalatore della storia, riconobbe le superiori doti di Pantani,[7] cosรฌ come ha fatto il contemporaneo e suo avversario Lance Armstrong.[8] Anche le sue doti di fondo e di recupero, oltrechรฉ di scattista e discesista, sono state ampiamente riconosciute.[9][10]

La sua carriera fu costellata da incidenti e contrattempi piรน o meno gravi, che a piรน riprese resero difficile (ma appassionante per il pubblico[11]) il suo ritorno alle gare. Escluso dal Giro d'Italia 1999, che stava vincendo, a causa di un valore di ematocrito appena al di sopra del consentito, risentรฌ del clamore mediatico suscitato dalla vicenda. Pur tornato alle gare l'anno seguente, raggiunse solo sporadicamente i livelli cui era abituato, chiudendosi molto e abbandonandosi nella vita privata all'uso di sostanze stupefacenti, come la cocaina. Caduto in depressione, morรฌ in circostanze mai del tutto chiarite il 14 febbraio 2004 a Rimini[12] per intossicazione acuta da cocaina e psicofarmaci antidepressivi[13] con conseguente edema polmonare e cerebrale, cosรฌ come provato dall'autopsia del 2004 e da una successiva perizia medico-legale del 2015[13]. A distanza di decenni, le circostanze della sua morte, al pari di quelle della sua esclusione dal Giro 1999, rimangono oggetto di dibattito[14][15].

Biografia

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ยซUn giorno, al Tour, gli avevo chiesto: ยซPerchรฉ vai cosรฌ forte in salita?ยป. E lui ci aveva pensato un attimo e aveva risposto, questo non riesco a dimenticarlo: ยซPer abbreviare la mia agoniaยป.ยป

Gli esordi e il passaggio al professionismo

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Nacque alle 11:45 del 13 gennaio 1970 all'ospedale "Maurizio Bufalini" di Cesena, figlio secondogenito di Ferdinando Pantani, detto Paolo, e Tonina Belletti, che vendeva piadine e crescioni in un chiosco sul lungomare di Cesenatico[17]. Fino al 1978, abitรฒ in una casa di via Saffi a Cesenatico, di proprietร  dei nonni Sotero e Delia[18]. Trascorse una gioventรน serena. Appassionato di calcio, tifava per il Cesena e per il Milan[19] ed era spesso presente sugli spalti del Dino Manuzzi e del Meazza. Scolasticamente, non eccelse negli studi ma si buttรฒ a capofitto nello sport, nella caccia e nella pesca, che praticava con la compagnia, rispettivamente, del padre e del nonno[18]. Dopo essersi cimentato da giovanissimo con il calcio, ricevette in regalo una bicicletta dal nonno Sotero e capรฌ immediatamente di essere portato per il ciclismo. Decise, cosรฌ, di tesserarsi nel Gruppo Ciclistico "Fausto Coppi" di Cesenatico e mostrรฒ subito indubbie doti di grande scalatore, vincendo molte gare. Il primo successo arrivรฒ il 22 aprile 1984 sul tracciato, curiosamente pianeggiante, delle Case Castagnoli di Cesena[18].

Nel 1986 visse i primi due fra gli sfortunati incidenti che ne avrebbero caratterizzato la carriera: un giorno, durante un allenamento, si distrasse, finรฌ contro un camion fermo e rimase in coma per 24 ore. In una successiva occasione, sbattรฉ in discesa contro una macchina e rimase in ospedale una settimana con varie fratture[20]. Fu attivo negli Juniores nel biennio 1987-1988. Passato ai dilettanti con la S.C. Rinascita di Ravenna, nel 1990 andรฒ a vestire la maglia del G.S. Lambrusco Giacobazzi di Nonantola. In questi anni partecipรฒ a tre edizioni del Giro d'Italia dilettanti: nel 1990 fu terzo[21], nel 1991 secondo con un successo parziale, e nel 1992 primo, davanti a Vincenzo Galati e Andrea Noรจ, conquistando anche due tappe e la classifica scalatori[22].

Nell'agosto del 1992, tenendo fede a un vecchio accordo informale preso a fine 1991 con i dirigenti della Carrera Jeans-Vagabond, passรฒ al professionismo nei ranghi della squadra diretta da Davide Boifava e capitanata da Claudio Chiappucci.

Nel 1993 partecipรฒ al Giro del Trentino, piazzandosi quinto in classifica all'esordio assoluto[23]; esordรฌ poi al Giro d'Italia per professionisti, nel quale agรฌ perlopiรน da gregario, arrivando tra i primi dieci nella 12ยช tappa, con traguardo ad Asiago[24]. A causa di una tendinite al Tendine di Achille, fu precauzionalmente fatto ritirare dal team manager Boifava, quando ormai mancavano poche tappe alla conclusione ed era diciottesimo in classifica generale[20].

1994: a podio nei grandi Giri

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Pantani a Merano all'arrivo della 14ยช tappa del Giro d'Italia 1994, sua prima vittoria da professionista

Nel 1994 avvenne l'esplosione come ciclista professionista. Pantani arrivรฒ al Giro d'Italia dopo aver affinato la preparazione al Giro del Trentino[25], nel quale aveva gareggiato alla pari coi migliori, piazzandosi ai piedi del podio nella classifica finale. L'obiettivo della squadra di farlo crescere sotto l'ala protettrice di Claudio Chiappucci in vista del futuro ricambio generazionale in seno al team Carrera vacillรฒ dinanzi alla caparbietร  del giovane romagnolo, deciso a consacrarsi sulle montagne della corsa rosa. Pantani, infatti, provรฒ in piรน occasioni a mettersi in mostra in salita, riuscendo ad ottenere la sua prima vittoria tra i professionisti il 4 giugno, in occasione della tappa dolomitica Lienz-Merano[26]. Scattato in prossimitร  del Passo di Monte Giovo, ultima asperitร  di giornata, il giovane si assicurรฒ il successo con una discesa spericolata in picchiata verso la cittadina altoatesina, compiuta imitando una posizione esasperata[26][27] assunta qualche anno prima ai Campionati del mondo di Chambรฉry dall'atleta russo Dmitrij Konyลกev[28].

Tornรฒ all'attacco all'indomani, nella successiva frazione Merano-Aprica, che prevedeva l'ascesa ai passi dello Stelvio, del Mortirolo e di Santa Cristina. Nell'occasione, partรฌ in progressione sulla seconda salita di giornata, staccando Miguel Indurain e la maglia rosa Evgenij Berzin, che aveva provato a resistergli per qualche minuto[26]; rientrato sul gruppo di fuggitivi della mattina (tra cui figurava anche il capitano della Carrera Jeans - Tassoni, Claudio Chiappucci), attaccรฒ nuovamente e fece il vuoto. Consigliato dall'ammiraglia, rallentรฒ il passo in attesa di qualche corridore, cosรฌ da non affrontare da solo un lungo tratto in pianura che lo separava dall'ultima ascesa. Fu quindi raggiunto da Nelson Rodrรญguez e da Indurain, che tuttavia staccรฒ nuovamente sul terzo passo di giornata, palesandone definitivamente la crisi. Al traguardo fu primo, con oltre due minuti e cinquanta secondi sul suo capitano di squadra Chiappucci, tre minuti e trenta sul campione spagnolo e oltre quattro su Berzin[29]. Il grande vantaggio accumulato su Indurain gli permise di superarlo in classifica e vanificarne la rincorsa alla maglia rosa. Pantani si ritrovรฒ cosรฌ al secondo posto, a circa un minuto da Berzin, rimasto leader della classifica generale[30]. Nella successiva gara a cronometro (che prevedeva un finale adatto agli scalatori), ottenne il terzo tempo, ma perse comunque secondi preziosi da Berzin, vincitore di giornata[30].

Nella lunga e durissima tappa con arrivo a Les Deux Alpes, i piani di squadra prevedevano che il romagnolo tentasse un complicato attacco a circa 100ย km dal traguardo, volto a far saltare la classifica del Giro. Pur guadagnando in corsa un vantaggio che virtualmente lo collocava a pochi secondi dalla maglia rosa, Pantani e la Carrera decisero di desistere dalla prosecuzione della rischiosa e dispendiosa azione d'attacco, a causa del mancato accordo con il compagno di fuga, Hernรกn Buenahora. L'azione fu quindi riassorbita da Berzin sulla penultima ascesa di giornata e i due giovani duellanti arrivarono appaiati al traguardo[30]. La gestione di questa tappa (unita a quella dell'Aprica) si rivelรฒ decisiva. Infatti, le proibitive condizioni climatiche dell'ultima sfida alpina, che prevedeva l'arrivo in un'innevata Sestriere, portarono Pantani a desistere da ogni tentativo di attacco per migliorare la sua classifica[31]. Il Pirata chiuse perciรฒ il 77ยบ Giro d'Italia con i seguenti risultati: secondo in classifica generale[32] (dietro al solo Berzin e davanti a Indurain), secondo miglior giovane[33] (dietro allo stesso Berzin), terzo nella graduatoria dedicata agli scalatori[34] (dietro Pascal Richard e Michele Coppolillo).

Dopo un iniziale tentennamento, nel mese di luglio Pantani si ritrovรฒ a debuttare al Tour de France. Ribattezzato "il Diavoletto" dal direttore sportivo Giuseppe Martinelli e dalla critica, il corridore romagnolo pagรฒ inizialmente una maggior popolaritร  e, di riflesso, una marcatura piรน stretta da parte degli atleti maggiormente in vista. Inoltre, alcune sfortunate cadute nelle prime frazioni[35] furono tra le cause del notevole ritardo accumulato inizialmente in graduatoria (circa un quarto d'ora da Indurain) e della sua difficoltร  a vincere almeno una tappa[28].

Nell'undicesima frazione - e prima di montagna - con arrivo a Hautacam, il capitano della Carrera, Claudio Chiappucci, andรฒ in crisi. Pantani, lontanissimo dalle posizioni nobili della classifica generale, provรฒ allora a imbastire una fuga solitaria, ma fu raggiunto in prossimitร  del traguardo da Luc Leblanc e Indurain[36], quest'ultimo a caccia di riscatto dopo la delusione del Giro. Pantani, che era in fuga da molti chilometri, non ne resse il passo e pagรฒ all'arrivo una manciata di secondi di distacco al navarro e al futuro campione del mondo, vincitore di giornata.

All'indomani, assunti i gradi di capitano per il ritiro di Chiappucci, il giovane della Carrera sferrรฒ perรฒ un nuovo attacco da lontano nella tappa del Tourmalet; transitรฒ per secondo sul traguardo di Luz Ardiden[37] e riuscรฌ a recuperare 3' a Indurain[38].

La rincorsa al podio continuรฒ nelle frazioni alpine. Il 18 luglio sul Mont Ventoux, pur senza riuscire a dare uno scossone alla classifica, stabilรฌ quello che all'epoca fu il record di ascesa del "Monte Calvo" (46:00), battuto solo 10 anni dopo da Iban Mayo al Giro del Delfinato del 2004 (45:47)[39]. All'indomani, il programma del Tour proponeva una delle sue salite storiche: l'Alpe d'Huez. La Banesto, squadra di Indurain, lasciรฒ ampio spazio a una fuga partita da lontano[28] e Pantani andรฒ all'attacco soltanto in un secondo momento, quando ormai la vittoria era definita; pur transitando con oltre 5' di ritardo dal vincitore (il futuro compagno di squadra Roberto Conti), dimostrรฒ un grande smalto[28], staccando ancora nettamente la maglia gialla e il gruppo dei migliori[29]. Nella successiva tappa con arrivo a Val Thorens, invece, rimasto a sua volta molto attardato a seguito di una caduta rovinosa, fu a un passo dal ritiro[28]; sostenuto dall'ammiraglia e dai compagni[35], riuscรฌ dapprima a rientrare in gruppo e poi ad attaccare ancora la maglia gialla Indurain, arrivando al traguardo terzo[40], alle spalle di Nelson Rodrรญguez e Pรซtr Ugrjumov[28].

Con sette minuti recuperati a Indurain nel giro di poche frazioni di montagna, Pantani si ritrovรฒ al terzo posto in classifica generale, a soli cinquanta secondi da Richard Virenque[35]. Il piano di attaccare ancora e sfilare la piazza d'onore all'idolo di casa svanรฌ all'indomani, quando il francese consolidรฒ la sua posizione: il Pirata fu, infatti, staccato nella discesa del Grand Colombier, pagando sotto il traguardo di Cluses 45'' di distacco al transalpino[41].

Nonostante la scarsa predilezione per le gare contro il tempo, Pantani andรฒ alla riscossa all'indomani, in occasione della cronoscalata Cluses-Morzine Avoriaz. Come giร  dimostrato durante la Cronoscalata della Futa del 1991 (quando, ancora dilettante, aveva vinto con un tempo appena superiore a quello del giร  campione del mondo Gianni Bugno, trionfatore tra i professionisti), Pantani annullรฒ in salita lo svantaggio fisico patito in piano rispetto ai piรน possenti specialisti delle cronometro e si piazzรฒ secondo, dietro al solo Ugrjumov[42]. Questa performance gli permise di blindare un posto sul podio del Tour.

All'arrivo agli Champs-ร‰lysรฉes, Pantani fu terzo[28], a oltre sette minuti da Indurain[43] (giunto alla quarta vittoria di fila al Tour), nonchรฉ secondo nella classifica scalatori; si aggiudicรฒ, inoltre, la maglia bianca[43], ambito riconoscimento che andava al giovane meglio piazzato nella generale.

Partecipรฒ, poi, a fine stagione anche alla prova in linea dei Campionati del mondo di ciclismo[44], ritirandosi perรฒ al 15ยบ giro.

1995: l'anno dei primi incidenti

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Nella primavera del 1995, uno scontro con un'automobile avvenuto durante un allenamento in strada lo costrinse in ospedale[11]. La preparazione al Giro d'Italia divenne difficoltosa e, infine, impossibile[28].

Saltato il principale obiettivo della stagione, Pantani risalรฌ presto in sella alla bici con l'obiettivo di partecipare al Tour de France.

Si presentรฒ al Giro di Svizzera e faticรฒ moltissimo nelle tappe iniziali; emblematico il ritardo di oltre 17 minuti dal vincitore di tappa, accumulato nella terzultima frazione, che prevedeva l'ostica ascesa dell'Albula Pass. All'indomani, la penultima giornata di gara presentava l'arrivo in salita a Flumserberg, con la scalata finale del Bisberg Peis. Approfittando delle schermaglie tra i due protagonisti della corsa (lo svizzero Alex Zรผlle e il leader della classifica generale Pavel Tonkov), il corridore romagnolo andรฒ via in scioltezza ai 5ย km dall'arrivo, vincendo la tappa con distacchi importanti sugli inseguitori[45]. Questa sua performance รจ ritenuta dal sito lanternerouge.com la migliore in termini di potenza specifica che sia mai stata registrata nella storia: quasi 7,5 W/kg medi per 23 minuti e 5 secondi ad una VAM di poco superiore a 2000 m/h.[46] Fu in occasione di quel Giro di Svizzera, peraltro, che l'atleta di Cesenatico sfoggiรฒ per la prima volta un nuovo look: capelli rasati, pizzetto, bandana e orecchino. Questa nuova trovata lo avrebbe reso famoso a posteriori col soprannome de "il Pirata".[47]

Arrivato alla Grande Boucle con una condizione apparentemente in crescendo, Pantani faticรฒ molto a causa del riacutizzarsi dei fastidi al ginocchio infortunato e dei tanti chilometri a cronometro[48] previsti dal programma di quell'anno. Oltre a patire le sfide contro il tempo, il romagnolo si dimostrรฒ inizialmente non al meglio anche sulle Alpi: l'11 luglio, nella prima tappa di alta montagna, rimase sorpreso dall'attacco di Miguel Indurain e si limitรฒ a salire al proprio passo, transitando al traguardo quarto, ma staccato dallo spagnolo di oltre 2 primi e 30 secondi[49]. Recuperรฒ terreno in classifica all'indomani, riscattandosi sull'Alpe d'Huez, sulle rampe della quale conquistรฒ la sua prima vittoria (di otto complessive in carriera) al Tour de France. Partito a 13ย km dal traguardo, staccรฒ subito tutti i principali uomini di classifica e si lanciรฒ all'inseguimento dei fuggitivi di giornata[50], che riprese a uno a uno, transitando (a differenza dell'anno precedente) primo all'arrivo[28], con un minuto e mezzo di vantaggio sugli inseguitori Miguel Indurain, Alex Zรผlle e Bjarne Riis[51] (rispettivamente primo, secondo e terzo della generale).

Rivitalizzato nel morale, affrontรฒ in modo produttivo anche tappe con variazioni altimetriche minime e a lui poco favorevoli (come la dodicesima, con arrivo a Mende[52]) e proseguรฌ la sua rincorsa in classifica sui Pirenei. Qui vinse per distacco la tappa del 16 luglio con arrivo in salita a Guzet-Neige[53], al termine di una lunga fuga di 42ย km[50]: nell'occasione, affrontรฒ da solo e in condizioni atmosferiche proibitive quattro Gran Premi della Montagna[48], recuperando altri 2'30'' alla maglia gialla[54]. La tragica morte del ciclista della Motorola, Fabio Casartelli, avvenuta durante la tappa del 18 luglio nella discesa del Colle di Portet-d'Aspet, condizionรฒ sotto il profilo mentale il prosieguo della Grande Boucle per Pantani[55], che pur era ampiamente nei primi dieci e in piena corsa per un piazzamento sul podio[54]. Il Pirata, che nella tappa costata la morte al giovane talento azzurro era arrivato molto staccato a seguito di un'indisposizione alimentare notturna[55], concluse in netta flessione il Tour, piazzandosi solo tredicesimo nella classifica finale[56]. Riuscรฌ comunque a conquistare il successo nella classifica "Giovani", indossando sul podio finale la maglia bianca[56].

Sul finire dell'anno, Pantani fu ancora protagonista, stavolta con i colori della Nazionale italiana: ai Campionati del mondo disputatisi in Colombia, a Duitama, su di un ostico tracciato in quota[57], l'azzurro andรฒ di fuga in salita alla penultima tornata. Il tentativo fu perรฒ ricucito dall'attrezzata squadra spagnola e, all'ultimo giro, il romagnolo si ritrovรฒ unico rappresentante italiano nel gruppetto di testa. Nel tentativo di marcare stretto Miguel Indurain, Pantani ignorรฒ sulle prime un allungo di Abraham Olano[58]; lo spagnolo, ben coperto dal compagno di squadra e nonostante una foratura capitatagli a 800 metri dal traguardo, finรฌ per conquistare a sorpresa la medaglia d'oro per distacco. Pantani chiuse terzo allo sprint, alle spalle dello stesso Indurain, che lo anticipรฒ in volata[58].

Proprio quando sembrava agli inizi di una sfavillante carriera, il 18 ottobre Pantani fu protagonista di un grave incidente nella discesa di Pino Torinese, sede di gara della Milano-Torino (corsa che, nei piani iniziali, il romagnolo non avrebbe nemmeno dovuto correre): un fuoristrada che viaggiava in senso contrario sul tracciato di gara impattรฒ in pieno lui e diversi altri corridori[28], costringendoli in ospedale. Ricoverato al CTO del capoluogo piemontese, Pantani ricevette una diagnosi molto dura: frattura di tibia e perone, con il serio rischio di perdita dell'uso dell'arto o, comunque, di prematura interruzione dell'attivitร  agonistica[28][59][60].

1996-1997: il ritorno, il nuovo incidente e il terzo posto al Tour

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Pantani nel 1997

Nonostante il duro incidente, il 23 marzo 1996[28], a 5 mesi e 5 giorni di distanza dall'ultima gara, Pantani ritornรฒ in sella a una bici. Fra il luglio e il settembre del 1996, corse poi in una decina di competizioni ufficiali, in preparazione alla stagione successiva.

Agli albori della stagione 1997, il marchio Carrera non rinnovรฒ la sponsorizzazione alla squadra del romagnolo, che cosรฌ si sciolse dopo numerosi anni di attivitร . Marco Pantani firmรฒ con la Mercatone Uno, piccolo team romagnolo tornato per l'occasione alle corse sotto il patrocinio di Romano Cenni e la guida di Luciano Pezzi, ex gregario di Fausto Coppi e direttore sportivo di Felice Gimondi[28]. La squadra era stata pensata perlopiรน come una sorta di selezione dell'Emilia-Romagna e costruita appositamente attorno al corridore di Cesenatico per far bene nei grandi giri; Pantani vi ritrovรฒ gran parte dei suoi compagni della Carrera, tra i quali Massimo Podenzana e Marcello Siboni, oltre all'amico Roberto Conti e al neo-professionista Stefano Garzelli. Anche il dirigente Giuseppe Martinelli, legato al capitano dalla precedente esperienza in Carrera, fu parte del progetto[28].

Pur tra le perplessitร  di un ritorno alle gare quanto mai difficile, Pantani figurรฒ positivamente in tutte le corse di inizio anno, sfiorando anche il successo di tappa (che gli mancava da un anno e mezzo) nella Vuelta a Murcia e ottenendo piazzamenti nelle classiche di primavera[61]. Si presentรฒ, quindi, con ambizioni di classifica al Giro d'Italia. Durante la Corsa Rosa, diede qualche segnale giร  sugli Appennini: non fu brillantissimo, ma limitรฒ i danni nella cronoscalata a San Marino[62] e chiuse terzo allo sprint nella selettiva tappa del Monte Terminillo[63]. Tuttavia, un nuovo incidente lo estromise prematuramente dalla contesa: infatti, qualche giorno piรน tardi, nella frazione con partenza da Maddaloni e arrivo a Cava de' Tirreni, mentre percorreva la discesa del valico di Chiunzi (a poche decine di chilometri dal traguardo), finรฌ coinvolto in una caduta di gruppo a causa di un gatto che tagliรฒ la strada ai corridori. Finito a velocitร  sostenuta contro le rocce della Costiera amalfitana[28], Pantani non riuscรฌ a rientrare in gruppo e concluse la tappa con estrema fatica, scortato al traguardo dai compagni di squadra; una volta in ospedale, gli fu diagnosticata la lacerazione di un centimetro nelle fibre muscolari della coscia sinistra[64], che lo costrinse ad abbandonare la corsa.

ยซAvrei voluto essere battuto dagli avversari, invece ancora una volta mi ha sconfitto la sfortunaยป
Pantani sull'Alpe d'Huez, Tour de France 1997

Qualche giorno piรน avanti, perรฒ, la risonanza magnetica cui Pantani si sottopose espresse un verdetto piรน benigno; ciรฒ gli permise di recuperare abbastanza velocemente e tornare in sella alla bici giร  al Giro di Svizzera, con l'obiettivo di saggiare la gamba in vista del Tour de France[61].

Ritiratosi ormai Miguel Indurain, alla Grande Boucle Marco Pantani trovรฒ nuovi avversari per la conquista della maglia gialla[28]: tra questi, Jan Ullrich, rivelazione e vicecampione della precedente edizione, e l'idolo di casa Richard Virenque, col quale giร  aveva battagliato in salita e discesa nelle edizioni precedenti. In occasione del Tour 1997, Pantani per la prima volta esibรฌ in una corsa la bandana da pirata - copricapo riconosciuto a posteriori come simbolo della sua epopea sportiva[11][28] da critica e tifosi. Il Pirata si presentรฒ, perรฒ, alle prime tappe di montagna in ritardo di condizione e con un distacco giร  notevole dagli avversari principali, anche per via di alcuni infortuni nelle prime giornate di gara. Nonostante queste premesse, riuscรฌ comunque a piazzarsi tra i primi tre in entrambe le tappe pirenaiche, con arrivi in quota a Loudenvielle[3][66] e Andorra la Vella[48][66][67].

Qualche giorno piรน tardi, invece, ripetรฉ l'impresa di due anni prima all'Alpe d'Huez: vinse e staccรฒ i due principali antagonisti[28][48][68], percorrendo l'ascesa in 36 minuti e 55 secondi[69] solo 5 secondi superiore al suo crono di 3 anni prima. Andรฒ, tuttavia, in crisi nella successiva tappa di Courchevel, a causa del riacutizzarsi di problemi respiratori legati a una bronchite con la quale stava convivendo fin dalle prime tappe[70]. Arrivato al traguardo con un distacco di 3', era ormai a un passo dal ritiro[70], ma l'indomani riuscรฌ comunque a risalire in bicicletta, desideroso di completare la corsa. Fu cosรฌ che staccรฒ nuovamente i suoi avversari nella frazione seguente, che prevedeva la scalata al Col de Joux Plane, transitando per primo sul traguardo di Morzine e rilanciandosi in classifica[48]. Il ritardo accumulato nelle prove contro il tempo (circa 8 minuti da Ullrich) e nella sciagurata tappa di Courchevel si sarebbe perรฒ rivelato determinante al termine della corsa[48]: in classifica finale fu terzo a 14'03", preceduto da Ullrich e Virenque.

1998: la doppietta Giro-Tour

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Durante la primavera del nuovo anno, in preparazione alla corsa rosa, il Pirata mostrรฒ un discreto smalto, rivaleggiando con i migliori sia al Giro del Trentino[71], sia alla Vuelta a Murcia, nella quale dominรฒ in volata l'arrivo in salita al Morrรณn de Totana[72][73] e colse un terzo posto in classifica generale, dietro Aleksandr Vinokurov e Alberto Elli[74]. Intanto, alla Mercatone era arrivato anche Orlando Maini[28], giร  direttore sportivo di Pantani ai tempi del Giro d'Italia dilettanti.

Ai nastri di partenza del Giro d'Italia, il principale rivale del Pirata era considerato Alex Zรผlle, passista esperto, abile anche in salita, nonchรฉ specialista delle gare a cronometro[28]. Per evitare di perdere secondi preziosi lungo le tappe di un percorso che poco esaltava le sue caratteristiche, Pantani decise di andare all'attacco in qualsiasi frazione presentasse delle minime variazioni altimetriche. Nelle intenzioni del Pirata, questo approccio aggressivo alla corsa gli avrebbe permesso di arrivare sulle Alpi con distacchi piรน contenuti e gestibili rispetto alle precedenti esperienze nei Grandi Giri. Tuttavia, in assenza di pendenze rilevanti[9], i primi affondi si rivelarono spesso infruttuosi, quando non controproducenti, come nella tappa di Imperia, sulla salita dell'Argentario[75] o nell'arrivo a Lago Laceno[76]. Addirittura, in quest'ultimo caso, il Pirata (che aveva tentato un allungo in compagnia della maglia rosa Michele Bartoli), fu raggiunto e staccato da Zรผlle, che conquistรฒ tappa e primo posto in classifica generale. In una successiva occasione, sul Passo dello Zovo, Pantani cadde ripetutamente in discesa mentre duellava per la vittoria di tappa proprio con Alex Zรผlle e l'altro favorito Pavel Tonkov[77], senza perรฒ riuscire a staccare i suoi avversari. In definitiva, pur movimentando molto la corsa, il Pirata finรฌ per recuperare qualche secondo sul suo principale avversario soltanto nell'arrivo in salita dell'undicesima frazione, Macerata-San Marino (quando fu 2ยฐ, dietro ad Andrea Noรจ[78]) e nell'arrivo a Piancavallo[79], dove vinse la tappa in condizioni atmosferiche di caldo torrido e raggiunse la seconda piazza in classifica generale. In questa occasione mise a segno probabilmente la sua miglior performance di sempre, in termini di potenza specifica, al Giro d'Italia. Scalรฒ la salita di Piancavallo in un tempo record di 36'20", a una media di 6,84 W/kg, secondo i calcoli del sito dedicato lanternerouge.com.[46]

ยซSono l'unico a dare battaglia, [...] non possiamo portare Zรผlle in carrozza fino a Milanoยป
Pantani in maglia rosa nella decisiva tappa di Montecampione, Giro d'Italia 1998

A peggiorare la situazione, arrivรฒ la frazione a cronometro del 31 maggio attraverso la cittร  di Trieste: Pantani, partito prima del suo rivale in maglia rosa, fu da questi raggiunto e superato, riportando al traguardo un distacco prossimo ai tre minuti e mezzo[28][80]. Con ormai poche occasioni a disposizione per riscrivere la classifica, il Pirata andรฒ all'attacco sin dalla prima delle tre tappe alpine previste dal programma: il 2 giugno, in occasione della frazione di Selva di Val Gardena (che prevedeva l'ascesa del Passo Duran, della Forcella Staulanza, della Marmolada e del Passo Sella), arrivรฒ secondo al traguardo, appaiato allo scalatore Giuseppe Guerini[28], coautore con lui di una lunga fuga iniziata a metร  della Marmolada. Grazie a quest'impresa, Pantani inflisse oltre 4 minuti e mezzo a Zรผlle, scalzandolo dalla testa della classifica e conquistando la prima maglia rosa della sua carriera[28][81]. All'indomani, il romagnolo scattรฒ ancora, allungando nuovamente sullo svizzero e dell'anno con il piรน diretto rivale in classifica, Pavel Tonkov, che perรฒ lo anticipรฒ allo sprint ristretto sotto il traguardo dell'Alpe di Pampeago[82]. Decisiva si sarebbe rivelata la frazione di Plan di Montecampione, il 4 giugno: con uno Zรผlle ormai alla deriva e staccato di piรน di mezz'ora, Pantani attaccรฒ ripetutamente Tonkov. Il russo, che gli era rimasto a ruota nonostante i suoi continui scatti, finรฌ per staccarsi a due chilometri dall'arrivo[28], accusando al traguardo un passivo di circa un minuto[83]. Con un'ottima prova nella cronometro finale Mendrisio-Lugano (nella quale colse il 3ยบ posto)[84], Pantani mantenne la maglia rosa e concluse il suo primo vittorioso Giro d'Italia, portando a casa anche la maglia verde dedicata ai migliori scalatori (nell'occasione, superรฒ Josรฉ Jaime "Chepe" Gonzรกlez)[85] e arrivando secondo nella classifica a punti[86], dietro a Mariano Piccoli.

Deciso inizialmente a non partecipare al Tour de France e godersi il successo del Giro, Pantani cambiรฒ repentinamente idea a due settimane dall'inizio della corsa, quando venne a mancare Luciano Pezzi, suo mentore e direttore sportivo alla Mercatone Uno[28][87]. Il corridore romagnolo, perรฒ, aveva interrotto totalmente gli allenamenti[28]. Fu cosรฌ che, presentatosi alla Grande Boucle, accumulรฒ nelle prime sette tappe un ritardo di quasi 5' dal favorito in maglia gialla Jan Ullrich, che si era invece preparato in modo molto piรน sistematico[88]. Con il passare dei giorni, perรฒ, Pantani ritrovรฒ la miglior condizione e recuperรฒ terreno, cominciando dalle tappe in programma sui Pirenei. Colse dapprima il secondo posto nella tappa Pau-Luchon, attaccando in prossimitร  dello scollinamento del col de Peyresourde[89] prima della lunga picchiata verso il traguardo. All'indomani, andรฒ nuovamente all'attacco e staccรฒ tutti a Plateau de Beille. Questi due assoli gli permisero di dimezzare il suo svantaggio[90] e issarsi al quarto posto nella generale.

La bicicletta Bianchi con cui Pantani vinse il Tour de France 1998

Durante la quindicesima frazione, che andava da Grenoble a Les Deux Alpes, avvenne la svolta: il Pirata andรฒ all'attacco da lontano sul Col du Galibier, a oltre 50 km dal traguardo, nonostante le difficili condizioni atmosferiche di pioggia e freddo gelido[87]. Mentre Pantani recuperava tutti i fuggitivi di giornata, Ullrich - mal alimentatosi e spossato dal freddo pungente - andรฒ in crisi irreversibile e rimase senza compagni nรฉ una mantellina per coprirsi, totalmente esposto agli attacchi degli avversari. Il Pirata arrivรฒ, cosรฌ, al traguardo finale in solitaria, mentre il vincitore in carica pagรฒ quasi nove minuti di svantaggio all'arrivo. Quel giorno, Pantani non solo vinse la tappa, ma conquistรฒ anche la prima maglia gialla della carriera[91][92]. Ullrich, scivolato molto indietro nella generale, tentรฒ di recuperare terreno sia nella tappa alpina di Albertville[93] (che vinse dopo una lunga fuga a due, arrivando appaiato al Pirata), sia nella decisiva cronometro di Le Creusot[94]. Pantani, perรฒ, riuscรฌ a controllarlo in ogni frangente e portare la maglia gialla fino agli Champs-ร‰lysรฉes. La sua vittoria arrivรฒ a dispetto dei numerosi scioperi di ciclisti nati in reazione all'affaire Festina[28][94][95][96][97], lo scandalo doping che aveva sconvolto quell'edizione della corsa, rischiando a piรน riprese di bloccarla prima dell'arrivo a Parigi. Peraltro, una commissione parlamentare del Senato della Repubblica francese[98][99] dispose successivamente (nel 2004) alcune analisi antidoping retroattive condotte a campione sui partecipanti a quattro tappe del Tour 1998. Dalle analisi emersero varie positivitร  all'EPO ricombinante da parte di grandi nomi quali Erik Zabel, Laurent Jalabert, Abraham Olano, Andrea Tafi e Mario Cipollini, oltrechรฉ gli stessi Ullrich e Pantani[100]; di quest'ultimo sarebbe risultato positivo, in particolare, uno dei campioni prelevati. Le tappe cui si fa riferimento sono quelle del 21, 22, 27 e 28 luglio 1998, tra le quali rientrano anche le due vittorie parziali conseguite da Pantani in quell'edizione.

La conquista dell'edizione numero 85 della Grande Boucle da parte di Pantani significรฒ per l'Italia un trionfo nella corsa francese che mancava da 33 anni: ultima vittoria era stata quella del 1965 di Felice Gimondi[28][101][102][103]. Per 16 anni, il romagnolo sarebbe rimasto l'ultimo italiano ad aver vinto il Tour, fino al 2014, quando Vincenzo Nibali si sarebbe aggiudicato la vittoria della Grande Boucle. Inoltre, per 26 anni rimase l'ultimo ciclista capace di conquistare la doppietta Giro-Tour. A riuscire nuovamente nell'impresa fu Tadej Pogaฤar nel 2024.

Nell'agosto 1998, Pantani capitalizzรฒ la vittoria del Tour, conquistando la classifica generale dell'ร€ travers Lausanne, dinanzi a un pubblico stimato in oltre 30ย 000 persone.[104]

1999: la sospensione per ematocrito alto

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All'inizio della stagione 1999, Pantani replicรฒ il successo dell'anno prima nell'arrivo in salita della Vuelta a Murcia (stavolta collocato al Collado Bermejo)[72][105] e si aggiudicรฒ anche la classifica finale della kermesse. Addirittura nella Milano-Sanremo attaccรฒ sulla salita della Cipressa e, pur dovendo far i conti col vento contrario, provรฒ fino all'ultimo a vincere,[106] sebbene su di un percorso poco adatto alle sue caratteristiche da scalatore. In generale, il Pirata si dimostrรฒ pimpante per tutta la primavera, destando ottime impressioni in diverse delle gare di preparazione alle principali corse a tappe della stagione,[107] quali la Setmana Catalana, la Vuelta al Paรญs Vasco e il Giro del Trentino; in quest'ultima, in particolare, si piazzรฒ terzo a soli 7'' dal vincitore Paolo Savoldelli.[108]

Pantani confermรฒ le buone sensazioni pure nel successivo Giro d'Italia, obiettivo primario della sua stagione:[107] giร  sugli Appennini diede prova di notevole brillantezza, giungendo quarto al traguardo nella tappa del Monte Sirino[109] e vincendo per distacco la frazione con arrivo al Gran Sasso d'Italia, nella quale conquistรฒ la maglia rosa. In quell'occasione, partรฌ ai 2 km dall'arrivo in condizioni cosรฌ estreme (neve, freddo e strada ghiacciata[28][110]) da rendere impossibile agli operatori Rai filmare la gran parte della tappa;[111] Ivan Gotti fu l'unico a tentare di resistere inizialmente ai suoi scatti, finendo comunque irreversibilmente staccato.[28][110][112]

Tuttavia, all'indomani, la successiva prova a cronometro lungo il tracciato vallonato di Ancona riconsegnรฒ per soli 2 centesimi di secondo la maglia rosa al campione francese Laurent Jalabert,[110] vincitore di tappa. Nella circostanza, il Pirata confermรฒ la sua crescita a cronometro, specie nelle frazioni mosse, e colse un lusinghiero terzo posto di tappa.

Pantani tornรฒ a vestirsi di rosa il 29 maggio, in occasione della tappa con ascesa del Colle Fauniera, salita al tempo inedita del Giro;[107] pur rimanendo staccato in discesa dallo specialista Paolo Savoldelli[113] (che lo avvicinรฒ notevolmente in classifica generale), regolรฒ Daniel Clavero e Ivan Gotti nello sprint per il secondo posto[114] e si riaggiudicรฒ la maglia piรน importante[108]

Pantani in maglia rosa al Giro d'Italia 1999, protetto in salita dal suo gregario Enrico Zaina e marcato stretto dai rivali in classifica Ivan Gotti, un giovane Roberto Heras e Gilberto Simoni

Nella successiva tappa con arrivo al Santuario di Oropa, gli avversari approfittarono di un salto di catena occorsogli ai piedi della salita finale, a 9 km dal traguardo, per insidiarne il primato. Il Pirata rimase fermo tra i 30 e i 40 secondi prima di riuscire a ripartire. Scoraggiato e visibilmente innervosito dall'incidente,[28] fu scortato dal treno della Mercatone Uno che lo aiutรฒ a rientrare sulla retroguardia del gruppo, ormai sfilacciatosi; dopodichรฉ, risollevatosi nel morale e ritrovata una pedalata piรน brillante,[115] Pantani recuperรฒ uno per uno tutti e 49 gli avversari, arrivando in solitaria al traguardo di Oropa. Qui, peraltro, non esultรฒ, credendo erroneamente di non aver ripreso tutti gli avversari. Firma nell'occasione il record di scalata degli ultimi 6,7 km: 17'04".[115][116]

Nella successive tappe prealpine che precedevano il gran finale, il Pirata controllรฒ soprattutto i suoi avversari piรน agguerriti, quali Jalabert e Savoldelli: giunse secondo allo sprint dietro il francese nella frazione Biella-Lumezzane[117] e gestรฌ il vantaggio sul corridore della Saeco nella cronometro di Treviso, dove si piazzรฒ in Top10.[118] Arrivรฒ, cosรฌ, al massimo della forma a giocarsi la vittoria finale nel trittico di tappe alpine, per le quali era da piรน parti dato per favorito.[9][107][119]

Vinse la prima sfida all'Alpe di Pampeago, mettendo circa 3' tra sรฉ e il diretto inseguitore Savoldelli[120] e balzando addirittura in testa alla classifica della maglia ciclamino,[121] generalmente appannaggio dei velocisti. Nella tappa seguente, nonostante i piani di squadra fossero conservativi, gli scatti tentati da due uomini di classifica quali Laurent Jalabert e Gilberto Simoni lo indussero a sferrare un micidiale contrattacco, rivelatosi decisivo per le sorti della gara: Pantani transitรฒ primo sul traguardo di Madonna di Campiglio, grazie ad uno scatto piazzato a 4 300 metri dal traguardo. Coprรฌ questa distanza in 10'42", rifilando poco piรน di un minuto di distacco ai primi inseguitori e rinsaldando anche la leadership della classifica scalatori. Ciรฒ provocรฒ qualche malumore tra i corridori,[28] alcuni dei quali non gradirono l'ennesimo assolo del Pirata al Giro 1999.[121]

ยซNon sono il pilota di Jalabert attraverso le montagne, quindi me ne sono andato. Non rubo nulla a nessuno, le mie vittorie sono tutte sudate. E poi, quando ero io a essere in difficoltร , nessuno m'ha mai regalato nulla.ยป

Alla vigilia dell'ultima tappa, sembrava che nessuno ormai potesse sfilargli la vittoria finale: il Pirata era, infatti, primo in classifica con 5'38" sul secondo, Paolo Savoldelli (che stava accusando un netto calo di forma da giorni), e 6'12" su Ivan Gotti,[124] che non era mai riuscito a staccarlo dall'inizio del Giro. Inoltre, la tappa successiva, ultima realmente in grado di smuovere la classifica, presentava caratteristiche altimetriche a lui congeniali:[11][119][120][124] partenza da Madonna di Campiglio e arrivo all'Aprica con scalata del Mortirolo - giร  teatro di una delle sue prime vittorie -, per un totale di oltre 50 km di strada in salita e 4ย 500 metri di dislivello.

Le cose cambiarono per Pantani proprio il 5 giugno a Madonna di Campiglio: alle ore 10:10 locali, furono resi pubblici i risultati dei consueti controlli, svolti dai medici dell'UCI in quella stessa mattinata sugli atleti di classifica. Tali test riscontravano nel sangue di Pantani una concentrazione di globuli rossi superiore al consentito: il valore di ematocrito rilevato al romagnolo era infatti del 51,8%, di poco superiore al margine di tolleranza dell'1% sul limite massimo consentito dai regolamenti, 50%.[121] Nell'occasione, pur non risultando positivo a un controllo antidoping, Pantani fu legittimamente escluso dalla Corsa Rosa "a scopo precauzionale" (come in uso dire al tempo): sulla base dei regolamenti sportivi da poco introdotti a tutela della salute dei corridori, avrebbe dovuto ripresentarsi dopo 15 giorni a Losanna a effettuare un controllo per verificare l'abbassamento dei livelli e avere il via libera a riprendere le corse.[125][126][127][128]

Alla notizia dell'esclusione, la squadra del Pirata si ritirรฒ in blocco dal Giro.[121] Paolo Savoldelli, nonostante fosse subentrato al primo posto in classifica, rifiutรฒ di indossare la maglia rosa alla partenza della tappa del Mortirolo, rischiando una squalifica. In un clima di contestazione da parte dei tifosi, intenzionati a sabotare la tappa e bloccarne il passaggio sul Mortirolo, l'ultima e decisiva frazione di montagna fu poi vinta dallo spagnolo Roberto Heras. La maglia, invece, passรฒ a Ivan Gotti,[128] che all'indomani a Milano fu incoronato vincitore del Giro per la seconda volta in carriera.[129]

Collegamenti successivi del Pirata con le pratiche di doping risultarono dalle dichiarazioni del ciclista reo confesso Jesรบs Manzano, che citรฒ Pantani in un contesto in cui si segnalavano diverse pratiche scorrette di vari ciclisti di alto livello degli anni Novanta, nonchรฉ di organizzatori, tecnici e sponsor.[130] Successivamente, sarebbero emerse anche le dichiarazioni della danese Christina Jonsson, fidanzata con Pantani per sette anni, che in un'intervista al periodico svizzero L'Hebdรฒ riferรฌ di come il ciclista cesenaticense facesse uso regolare di sostanze dopanti.[131] La conferma definitiva dell'uso di sostanze dopanti (nello specifico, dell'eritropoietina) da parte di Pantani si ebbe con la sentenza del Tribunale dl Ferrara n. 533 del 19 novembre 2003 emessa in merito al procedimento penale a carico di Francesco Conconi e altri.[132] La tesi secondo cui Marco Pantani facesse uso di doping, come peraltro molti altri ciclisti all'epoca, non sarebbe mai stata accettata dalla sua famiglia, che arrivรฒ a minacciare querele per chiunque avesse associato il Pirata a queste pratiche scorrette.[133]

Secondo Andrea Agostini, all'epoca addetto all'ufficio stampa della Mercatone Uno, Pantani effettuรฒ due controlli: il venerdรฌ sera (in autonomia, come era prassi consolidata al tempo tra i corridori[134]) e il sabato pomeriggio, quest'ultimo in un centro medico specializzato di Imola. Entrambi i prelievi evidenziarono un valore di ematocrito attorno al 48%,[121] quindi entro i limiti stabiliti dai regolamenti.[134] Peraltro, a posteriori, alcuni membri del suo entourage dichiararono che giร  la sera prima in albergo circolasse la voce che Marco non sarebbe partito all'indomani.[121][135]

Inoltre, furono anche alimentati dei dubbi su di un'eventuale congiura ai danni di Marco Pantani. In una lettera datata 8 novembre 2007 e indirizzata a Tonina, madre del ciclista, il famoso boss della mala milanese Renato Vallanzasca sostenne che un suo amico, habituรฉ delle scommesse clandestine, peraltro intercettato sull'argomento da successive indagini,[135] lo avesse avvicinato in carcere cinque giorni prima dei fatti di Madonna di Campiglio, quando il Pirata era lanciato verso la vittoria finale; il pregiudicato, appartenente a un clan della camorra napoletana, gli avrebbe consigliato di scommettere sulla sconfitta di Pantani, assicurandogli ยซIl Giro non lo vincerร  sicuramente luiยป.[28][136]

A detta di molti, la carriera ad alti livelli di Pantani si concluse con tale episodio.[11][28][137] Dopo aver spaccato per l'ira un vetro nell'albergo,[121][128] accerchiato dai giornalisti e accompagnato dai Carabinieri mentre stava per lasciare la corsa, pronunciรฒ una frase profetica:

ยซMi sono rialzato, dopo tanti infortuni, e sono tornato a correre. Questa volta, perรฒ, abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sarร  per me molto difficile.ยป

Pantani, che inizialmente non aveva nel mirino il successivo Tour de France,[107][124][138] rinunciรฒ comunque a parteciparvi, anche se la sospensione di quindici giorni inflittagli glielo avrebbe consentito[128][138] e nonostante l'incitamento del suo direttore sportivo, Giuseppe Martinelli, convinto che una vittoria alla Grande Boucle, alla Vuelta o ai Campionati del mondo di Verona avrebbe fugato ogni polemica sul Pirata.[138] Nel periodo successivo ai fatti di Madonna di Campiglio, braccato dai media e in preda a una forte depressione,[131] rimase a lungo chiuso in casa, allontanandosi dal ciclismo[139] e cadendo nella spirale della cocaina.[131][140]

2000: il secondo ritorno

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Pantani tornรฒ a correre soltanto nel 2000, palesando fin dal ritiro organizzato dalla Mercatone Uno alle Isole Canarie precarie condizioni di forma[141] e notevoli difficoltร  psicologiche. I diversi forfait nelle principali gare di avvicinamento al Giro d'Italia fecero sรฌ che la sua preparazione fosse sempre piรน frammentata, fino a diventare inesistente.[141] Nel marzo del 2000, con una lettera aperta, annunciรฒ di volersi allontanare a tempo indeterminato dalle corse.[142]

Riuscรฌ in un primo momento a superare il problema della dipendenza da cocaina[143] ma, in vista della Corsa Rosa, la condizione fisica non era adatta a una competizione cosรฌ dura. Ormai alla Mercatone Uno si pensava a un Giro senza Pantani e i nove posti destinati al team romagnolo erano stati cosรฌ assegnati: l'emergente Stefano Garzelli promosso con i gradi di capitano e, dietro di lui, una batteria di gregari composta da Daniele De Paoli, Marco Velo, Enrico Zaina, Ermanno Brignoli, Simone Borgheresi, Riccardo Forconi, Fabiano Fontanelli e Massimo Podenzana. A pochi giorni dal via, quest'ultimo fu escluso[144] per far posto proprio a Pantani.

La prova del Pirata al Giro d'Italia del 2000 non fu all'altezza delle precedenti edizioni, e ciรฒ per via di una condizione non ottimale, che comportava grande difficoltร  del romagnolo nel reggere il passo dei migliori in salita. Pantani fece intravedere segnali di recupero nella sola tappa Saluzzo-Brianรงon, che prevedeva l'ascesa al Colle dell'Izoard, montagna del Tour de France prestata per esigenze organizzative al Giro. Rimasto inizialmente staccato sulla salita del Colle dell'Agnello, rientrรฒ sui migliori proprio sull'Izoard e iniziรฒ il suo consueto forcing. Accortosi perรฒ che il suo compagno Garzelli, contendente per la Maglia Rosa, era in difficoltร  sulle rampe piรน dure, lavorรฒ da gregario per lui, rispondendo agli attacchi di Francesco Casagrande e, soprattutto, Gilberto Simoni, cosรฌ da neutralizzarli e fiaccarne la resistenza[145]. Questo rallentamento facilitรฒ il rientro e la successiva fuga di Paolo Lanfranchi, atleta fuori classifica. Una volta scortato il futuro leader della corsa alle porte di Brianรงon, Pantani riattaccรฒ sul duro strappo in pavรจ interno alla cittadella fortificata e colse un secondo posto di tappa importante per il morale.[146]

Pur non ancora brillantissimo, Pantani affrontรฒ comunque il successivo Tour de France con buon entusiasmo, stimolato dal possibile scontro in salita con Lance Armstrong (giร  primo nel 1999 e futuro vincitore incontrastato delle seguenti edizioni - vittorie tutte poi revocategli per doping)[28]. Dopo aver rimediato circa 5' di ritardo tra prologo e cronosquadre, il Pirata provรฒ ad attaccare giร  nella prima frazione pirenaica, con arrivo a Lourdes-Hautacam: partito in progressione, sul successivo contrattacco del rivale texano, riuscรฌ a tenerne il passo solo per breve tempo, andando in crisi nel tentativo di stargli a ruota e pagando 5' di distacco da lui all'arrivo.[147] Tre giorni piรน tardi, il 13 luglio, nella tappa del Mont Ventoux, Pantani faticรฒ nuovamente a tenere il ritmo dei migliori nelle fasi iniziali della salita, rimanendo staccato. Recuperati i battistrada (similmente a come fatto al Giro sull'ascesa dell'Izoard), scattรฒ per quattro volte nella salita del "Monte Calvo", senza riuscire a fare il vuoto; infatti, il fortissimo vento Mistral che spirava nella zona piรน brulla del picco alpino penalizzava fortemente gli attaccanti e, al contrario, facilitava chi rimaneva prudentemente a ruota. Decisiva fu la sua quinta accelerazione, avvenuta in un tratto in cui la strada girava verso un versante non battuto dal vento: il suo scatto lasciรฒ sul posto gli avversari, con il solo Santiago Botero che provรฒ a inseguirlo, andando presto in crisi irreversibile. Dopo alcuni minuti di fuga, Armstrong - in maglia gialla - scattรฒ dal gruppo dei migliori e lo riprese a 5 km dall'arrivo, con l'intenzione di staccarlo. Tuttavia, Pantani resistรฉ al forcing del campione in carica, arrivรฒ in vetta appaiato a lui e tagliรฒ per primo il traguardo.[148] Nella circostanza, Pantani - che conosceva bene la salita per averla brillantemente percorsa nel 1994 - approfittรฒ proprio del Mistral, le cui raffiche a oltre 100km/h avevano impedito all'organizzazione di issare bandiere, tabelloni e altra segnaletica in prossimitร  dell'arrivo, rendendo il traguardo poco identificabile a prima vista.[149] A margine di una successiva conferenza stampa, per tutta risposta, Armstrong ammise apertamente di aver fatto un errore nel regalare la vittoria al Pirata, che non l'avrebbe affatto meritata[150][151]. Ciรฒ contribuรฌ ad accendere ulteriormente la rivalitร  tra i due.

Nei giorni dopo il Ventoux, infatti, Armstrong e Pantani continuarono a darsi battaglia sulle salite alpine, non lesinando schermaglie verbali e dichiarazioni al vetriolo.[152] Il 15 luglio, sull'Izoard, si ripropose il duello del Ventoux: Pantani e Armstrong provarono a staccarsi l'un con l'altro senza riuscirci. Dopo il lungo e difficile tratto in discesa, Pantani allungรฒ nell'ultimo strappo che portava a Brianรงon, cogliendo il terzo posto di tappa, in una sorta di revival della frazione Saluzzo-Brianรงon corsa nel precedente Giro d'Italia[153].

Pantani al Tour de France 2000 nella scalata finale verso Courchevel

Galvanizzato da una classifica notevolmente migliorata, Pantani si ripetรฉ ancora all'indomani, nella tappa con arrivo a Courchevel: ai suoi primi attacchi, arrivati a 16 km dall'arrivo, risposero Virenque (staccatosi presto), Armstrong e, successivamente, anche Heras e Javier Otxoa. Pantani, allora, piazzรฒ lo scatto decisivo a 5 km dal traguardo, fiaccando il suo antagonista e facendo il vuoto. Raggiunse e superรฒ nettamente anche Daniele Nardello e il battistrada Josรฉ Marรญa Jimรฉnez, in fuga dalla mattina, vincendo la tappa in solitaria con 51" di vantaggio su Armstrong[154]. Questa vittoria, a posteriori, gli avrebbe permesso di entrare nel ristretto novero di corridori diretti avversari di classifica in grado di staccare il ciclista texano durante il suo periodo d'oro al Tour de France[11].

Sesto in classifica generale, ma con ancora nove minuti da recuperare sul capoclassifica, all'indomani Pantani cercรฒ un complicato assalto alla maglia gialla nell'ultima tappa di vera montagna, che prevedeva l'arrivo a Morzine dopo l'ascesa di ben cinque alture[151]. Benchรฉ fosse stato coinvolto in una caduta proprio all'inizio della gara, Pantani partรฌ a piรน di 130 km dal traguardo[151]. Ullrich e Virenque provarono invano a stargli dietro, ma il Pirata riuscรฌ ad andar via e accumulare poco meno di 2' di vantaggio sul gruppo della maglia gialla, creando scompiglio nel plotone[151]. A causa di un'eccessiva improvvisazione dell'azione e della scarsa collaborazione dei suoi colleghi di fuga (in particolare, di Pascal Hervรฉ, gregario di Virenque e quindi poco interessato alla reale prosecuzione dell'azione), il romagnolo fu ripreso dal plotone ai piedi dell'ultima delle cinque salite previste dal tappone alpino. L'enorme sforzo profuso da Pantani (che, per non perdere secondi, si era anche mal alimentato), gli provocรฒ una forte crisi, con annessa dissenteria, che lo portรฒ al ritiro, non prima di esser transitato a 13'44" dal vincitore di tappa, appunto, Richard Virenque.[155] Ci fu chi sostenne che Pantani decise di ritirarsi per evitare il controllo anti-doping del giorno successivo.[156] D'altra parte, anche molti altri uomini di classifica andarono in crisi in quella tappa, proprio per l'eccesso di foga e gli enormi sforzi psico-fisici profusi nel tentativo di ricucire il distacco tra il gruppo maglia gialla e il fuggitivo Pantani. Infatti, lo stesso Armstrong, che aveva messo il gruppo alla frusta per inseguire il suo antagonista, sarebbe arrivato al traguardo molto provato, con oltre 2' di ritardo dal vincitore Virenque e dopo esser stato attaccato da tutti gli altri avversari.[151]

ยซHo provato a far saltare il Tour, sono saltato ioยป

Il Tour di quell'anno fu l'ultimo che vide ai nastri di partenza Marco Pantani, la cui squadra nelle successive edizioni non fu piรน invitata dal patron della kermesse, Jean-Marie Leblanc: a suo dire, infatti, il Pirata non avrebbe offerto sufficienti garanzie di competitivitร .[157]

Nel corso dell'anno, Pantani ottenne ancora altre due vittorie nei Criterium, fra cui l'Acht van Chaam. Non riuscรฌ, invece, a incidere nella gara su strada delle Olimpiadi 2000, alla quale partecipรฒ tra le polemiche[158], e fu l'atleta azzurro piazzato peggio[159].

2001-2003: il periodo buio e la depressione

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Ormai sempre piรน prostrato nel morale, Pantani fu coinvolto in diverse vicende giudiziarie, tra cui un processo per concorso in frode sportiva intentato nei suoi confronti per fatti risalenti alla Milano-Torino del 1995 (la gara nella quale si era gravemente infortunato, rimanendo fermo un anno).[160]

Sotto i peggiori auspici, partecipรฒ al Giro d'Italia 2001, durante il quale faticรฒ e si ritirรฒ prima della 19ยช tappa.[161] Anche alla Vuelta non riuscรฌ a incidere, ritirandosi nella seconda settimana di gara[162] e chiudendo anticipatamente la stagione.

Separatosi anche dal suo storico direttore sportivo Beppe Martinelli, nel 2002 collezionรฒ un'altra annata incolore[163][164], nonostante la presenza nell'organigramma societario del ds Marino Amadori, esperto dirigente che aveva guidato negli anni precedenti Fabiana Luperini alla vittoria di numerose e prestigiose corse a tappe del circuito femminile. La stagione fu anche caratterizzata dalla coda del processo, nel quale fu assolto per la non sussistenza del reato all'epoca dei fatti, ma con la conferma dell'uso di sostanze dopanti[165] e uno stop impostogli dagli organi federali per alcuni mesi.

Nel 2003, dopo esser stato vicino alla realizzazione di una nuova squadra con il fresco campione del mondo Mario Cipollini(anch'egli in polemica con l'organizzazione del Tour)[166], ripartรฌ ancora per un anno con i gradi di capitano della Mercatone Uno. Con una squadra rinnovata negli interpreti e arricchita dai ritorni del suo gregario storico Roberto Conti e dal ricongiungimento col suo vecchio direttore sportivo in Carrera, Davide Boifava, Pantani tornรฒ a preparare con entusiasmo la stagione agonistica, mettendo nel mirino Giro e Tour.

Al Giro d'Italia confermรฒ il miglioramento del suo stato di forma psico-fisica, riuscendo a rimanere in piรน occasioni con i migliori e provando in varie occasioni a vincere una tappa[167]. Inizialmente in ritardo di condizione sugli Appennini per via della lunga inattivitร , venne fuori alla distanza e si distinse in particolare sul Monte Zoncolan, dove fu l'unico a reagire all'attacco sferrato da Gilberto Simoni. Il Pirata, inizialmente sorpreso dall'attacco del leader della generale, andรฒ all'inseguimento del futuro vincitore del Giro, prima di crollare negli ultimi duecento metri, finendo raggiunto da Garzelli, Casagrande e Jaroslav Popovyฤ e chiudendo quinto a 43" da Simoni.[168]

Pantani confermรฒ la buona condizione all'indomani, rispondendo all'attacco di Garzelli e Simoni sulle rampe conclusive della tredicesima tappa, che arrivava a Marostica, riuscendo a lottare fino al termine per la vittoria di tappa. Pur senza essere brillante, limitรฒ i danni anche nella successiva frazione, con arrivo all'Alpe di Pampeago[169], dove fu dodicesimo, distanziato di 2' dal vincitore Simoni. Questa serie di discrete prove lo portรฒ a issarsi fino al 9ยบ posto in graduatoria[167]. Pantani provรฒ quindi ad attaccare nuovamente la maglia rosa, ma dovette rinunciare alle sue ambizioni di podio a causa di una sfortunata caduta in discesa nella innevata tappa di Chianale, causata da una scivolata del ciclista che lo precedeva, Stefano Garzelli, per colpa della quale arrivรฒ decisamente staccato al traguardo[170], perdendo diverse posizioni in classifica. Il 30 maggio, a 5ย km dalla conclusione della tappa di Cascata del Toce, piazzรฒ gli ultimi scatti in salita della sua carriera: dopo ben cinque accelerazioni nell'arco di un paio di chilometri, tuttavia, finรฌ per esser ripreso dalla maglia rosa Gilberto Simoni, chiudendo 12ยบ a 44" dal vincitore.[171] Pur non riuscendo a vincere alcuna tappa, la sua lotta testa a testa con i migliori e la sua determinazione mostrata anche in tappe poco adatte alle sue caratteristiche (come nella citata frazione di Marostica e in quella di Cantรน) alimentarono un certo ottimismo nell'ambiente[172]. Al termine del Giro, fu 14ยบ in classifica generale (in seguito, 13ยฐ dopo la squalifica di Raimondas Rumลกas), miglior risultato personale finale in una corsa a tappe dal Giro del Trentino 1999.

In un'ultima intervista televisiva al termine del Giro d'Italia, diede quasi per certa la sua partecipazione al Tour de France con un'altra formazione, in modo da aggirare la nuova esclusione della Mercatone Uno dalla Grande Boucle; tuttavia, l'accordo con il Team Bianchi di Jan Ullrich saltรฒ e Pantani rimase fuori dal Tour per il terzo anno consecutivo. Nella seconda metร  di giugno 2003, Pantani entrรฒ nella clinica "Parco dei Tigli" di Teolo in Veneto[173], specializzata nella cura della depressione e della dipendenza da alcol, uscendone ai primi di luglio per continuare le cure con i medici personali[174]. In seguito, rinunciรฒ al prosieguo della stagione, non prendendo parte alla Vuelta[173], alla quale era atteso alla sua terza partecipazione.

La morte improvvisa

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Tomba di Pantani

Il 1ยบ febbraio 2004, mentre i genitori partivano per una vacanza in Grecia, il Pirata affermรฒ di voler andare in vacanza in montagna, passando da Milano. Secondo la testimonianza della madre, fece le valigie portando con sรจ tre giubbotti[175][176], di cui uno da sci[176], che perรฒ avrebbe lasciato in albergo a Milano, quando, il 10 febbraio, decise di rientrare verso Rimini. Secondo quanto dichiarato da un tassista, il bagaglio di Pantani era costituito unicamente da una piccola busta in plastica, contenente medicinali[176].

A Rimini, Marco Pantani prese alloggio inizialmente per una notte, poi per quattro, presso il residence "Le Rose"[176][128] (poi demolito e ricostruito qualche anno dopo)[177] in viale Regina Elena; i testimoni che lo videro in quei giorni riferirono di averlo trovato in precarie condizioni fisiche e psicologiche. La mattina del 14 febbraio 2004 il personale dell'albergo udรฌ dei rumori provenire dalla stanza D5, occupata dal ciclista: una cameriera provรฒ ad aprire con la chiave passepartout, ma Pantani dall'interno la cacciรฒ via a male parole. Verso le 10:15 il ciclista chiamรฒ la hall, affermando confusamente di essere disturbato da qualcuno e invocando l'intervento dei carabinieri; pochi istanti dopo, tuttavia, richiamรฒ dicendo di non aver bisogno d'aiuto. Alle 21:30, dopo aver tentato ripetutamente di mettersi in contatto telefonico con la stanza, il portiere dell'albergo forzรฒ la porta, trovando l'ambiente in grande disordine: sul soppalco, rinvenne Pantani senza vita[178].

L'autopsia rivelรฒ che il decesso era sopraggiunto fra le 11:30 e le 12:30, a causa di un edema polmonare e cerebrale, conseguente a un'overdose di cocaina[179] e, secondo una perizia effettuata in seguito, anche di psicofarmaci[13]. La morte di Pantani suscitรฒ commozione e fece scalpore a livello internazionale, oltre il solo ambito sportivo.[180]

All'indomani della sua morte, il Milan โ€” squadra di cui Pantani era grande tifoso โ€” indossรฒ la fascia nera al braccio in segno di lutto, nella partita di Serie A contro il Lecce.[181] Prima del fischio d'inizio, il capitano Paolo Maldini richiese all'arbitro un minuto di silenzio, iniziativa accolta con un lungo applauso dai sostenitori presenti allo Stadio Via del mare.[182]

I funerali vennero officiati il 18 febbraio a Cesenatico: alla cerimonia e alla precedente camera ardente presero parte decine di migliaia di persone. Pantani riposa al cimitero di Cesenatico, in un'edicola a lui dedicata, decorata da una vetrata artistica riproducente un particolare del Compianto su Cristo morto di Alessandro Tiarini.

Le inchieste giudiziarie

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Il monumento a Pantani sul Monte Carpegna.

Sul doping

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La sentenza del Tribunale dl Ferrara n. 533 del 19 novembre 2003 emessa in merito al procedimento penale a carico di Francesco Conconi e altri[132] accertรฒ definitivamente l'uso di sostanze dopanti (nello specifico, dell'eritropoietina) da parte di Pantani.

Sulla vicenda di Madonna di Campiglio, invece, non essendo addivenuti a una veritร  giudiziale, sono fiorite nel tempo diverse teorie non supportate da prove certe. Tale accadimento รจ stato da alcuni interpretato come un possibile complotto ai danni del ciclista romagnolo, forse legato al mondo delle scommesse clandestine (come indicato anni dopo da Renato Vallanzasca) o forse interno al mondo del ciclismo, ma non mancano nemmeno ipotesi sull'errore accidentale dello strumento di misura dell'ematocrito. Dopo la vicenda e il crollo depressivo, su consiglio della manager Manuela Ronchi, Pantani entrรฒ in un percorso di psicoterapia dove gli fu diagnosticato un disturbo di dipendenza. Pochi mesi dopo la morte l'ex fidanzata ha dichiarato che Marco e lei si drogavano insieme per amore e per superare la tensione emotiva del mondo dello sport una volta raggiunti i vertici.

Il 14 marzo 2016, essendoci in corso un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Forlรฌ, viene diffusa da Premium Sport un'intercettazione di un detenuto vicino ad ambienti legati alle scommesse clandestine, il quale, riferendosi all'episodio di Madonna di Campiglio, implicherebbe un intervento della camorra nell'esclusione di Pantani dal Giro d'Italia 1999[183]; il sangue del ciclista sarebbe stato deplasmato[184]. Il giorno successivo Premium Sport rende pubblica una nuova intercettazione, in cui Augusto La Torre, boss di Mondragone, parlando con la figlia confermerebbe il coinvolgimento della malavita nel caso Pantani, accusando l'alleanza di Secondigliano[185]. Queste dichiarazioni coincidevano con quelle giร  fatte da Renato Vallanzasca nel 2007.

Il 17 marzo emerge la dichiarazione dell'autista di Wim Jeremiasse, responsabile del controllo antidoping a Madonna di Campiglio, il quale confermerebbe la presenza dell'ispettore nella mattinata del 5 giugno 1999. La testimonianza non coinciderebbe con quella resa al processo di Trento dai medici che effettuarono il prelievo ematico a Pantani; essi non menzionarono la presenza di Jeremiasse[186]. La Procura della Repubblica di Forlรฌ, che indagava sul caso, concluse che โ€œun clan camorristico minacciรฒ un medico per costringerlo ad alterare il test e far risultare Pantani fuori normaโ€œ, utilizzando probabilmente la tecnica della deplasmazione, che causa l'aumento di ematocrito ma la diminuzione drastica di piastrine, come rinvenuto nella provetta.[187][188]; il GUP perรฒ dovette richiedere l'archiviazione delle indagini a causa dell'intervenuta prescrizione dei reati[189].

Sulla morte

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La madre di Marco Pantani, Tonina, afferma che il modo scelto dal figlio per assumere la droga o per suicidarsi, ossia l'ingestione di cocaina, non parrebbe verosimile, in quanto sarebbe morto prima di assumere tutta quella quantitร , sei volte la dose letale.[190] Inoltre, se avesse assunto una tale quantitร  di cocaina come quella ritrovata nello stomaco mangiandola, avrebbe avuto un edema della gola prima di riuscire a inghiottirla tutta.[175] La signora Pantani sostiene da sempre che il figlio sia stato assassinato simulando un'overdose, probabilmente per farlo tacere riguardo a qualche scomodo segreto[191], forse legato al doping nel ciclismo e alla sua squalifica del 1999, o con l'emerso collegamento col mondo delle scommesse truccate, oppure per qualcosa di relativo all'ambiente della droga, di cui sarebbe venuto a conoscenza.[192]

Tonina Pantani ha richiesto piรน volte la riapertura dell'indagine archiviata, sostenendo che le firme per il prelievo dei soldi, che Pantani avrebbe usato per comprare la droga, sarebbero falsificate e che non c'era traccia di droga nella camera del residence, come ci si aspetterebbe invece dalla stanza di un qualsiasi tossicodipendente che ne fa uso abituale e che il ciclista, a suo parere, non era piรน dipendente dalla cocaina, nรฉ voleva suicidarsi. Pantani aveva inoltre chiesto alla reception di chiamare i Carabinieri, la seconda volta poco prima dell'ora della morte, poichรฉ, a suo dire, alcune persone lo stavano infastidendo.[175] In nessuna delle due entrate del residence erano presenti telecamere di sicurezza, cosรฌ fu impossibile rilevare l'eventuale presenza di estranei accedere alla porta di Pantani.[175] L'unico processo celebrato fu a carico di spacciatori (Fabio Carlino, Ciro Veneruso, Fabio Miradossa, Elena Korovina detta Barbara, presunta ultima amante del Pirata) per cessione di stupefacenti con l'aggravante per tre di loro di omicidio colposo, per aver provocato la morte del cessionario, ma furono condannati a pene basse solo per spaccio, mentre uno fu assolto.[175][193]

Il monumento a Pantani sul Passo del Mortirolo

Tonina, gli avvocati della famiglia e altri come il giornalista Davide De Zan[175] (amico di Pantani) hanno sempre sostenuto che la stanza era stata messa di proposito in disordine dalle persone responsabili del presunto omicidio volontario (in particolare che il disordine causato fosse inverosimile per una persona sola in preda ad un'overdose o che cercava droga precedentemente nascosta, come fu sostenuto dalla procura, e che fosse un "disordine ordinato" in quanto non vi era nulla di rotto, nemmeno oggetti fragili caduti per terra), c'erano residui di cibo cinese, che Pantani non mangiava mai, una mollica (o forse due) di pane e cocaina non rigurgitata e come posta in seguito, poichรฉ bianca al 97%[194] in mezzo al sangue fuoriuscito dal volto del ciclista caduto a faccia in giรน; essa non era presente al momento dell'intervento degli infermieri, secondo la testimonianza di questi[195]; non vi era nessuna bottiglietta d'acqua per ingerire la dose di cocaina accanto al corpo, e c'erano alcuni lividi sospetti sulla testa del ciclista, tali da far supporre un'aggressione di piรน persone, per forzarlo a bere l'acqua con la cocaina, ed escoriazioni compatibili con un trascinamento del corpo fino al soppalco. La posizione del corpo sarebbe apparsa irregolare con alcune risultanze autoptiche, come il peso dei polmoni.[175][196][197][198]

La stele dedicata a Pantani sul Col du Galibier

Dal filmato si notรฒ poi in realtร  che era presente una bottiglia semivuota, ma appoggiata su un mobile, lontano dal corpo, con attorno della polvere bianca, ma essa venne ignorata e non analizzata.[175] Non vennero rilevate le impronte nรฉ sulla bottiglia, nรฉ sul televisore o sulla specchiera appoggiate (e non cadute) per terra, senza alcun danno ai vetri.[175] Tonina ha lamentato inoltre l'asportazione del cuore di Pantani da parte del medico legale, il quale ha sempre sostenuto la tesi dell'overdose citando anche alcuni appunti del Pirata, che denotavano uno stato mentale alterato.[199] Secondo la prima testimonianza anche il lavandino era divelto, mentre dal filmato dei Carabinieri tale lavandino risulta riposizionato perfettamente al suo posto nel bagno.[175] Ulteriori interrogativi vennero sollevati in merito ai tre giubbotti trovati nella stanza del residence, che secondo i testimoni dell'arrivo di Pantani a Rimini, il ciclista non aveva con sรฉ il 10 febbraio.

Il 2 agosto 2014 viene reso noto che la Procura della Repubblica di Rimini, a seguito di un esposto presentato dai familiari di Pantani e dall'avvocato Antonio De Rensis, ha riaperto le indagini sulla morte del ciclista con l'ipotesi di reato di "omicidio volontario".[177][200][201] La procura chiese perรฒ l'archiviazione delle stesse nel settembre 2015 con la motivazione che la sua morte fu causata da suicidio o overdose accidentale[13][175], e non da omicidio.[202]

Il 16 aprile 2019, su mandato della famiglia Pantani, l'ex generale di brigata della Guardia di Finanza Umberto Rapetto, insieme all'avvocato Cocco, ha consegnato un dossier di 56 pagine per chiedere una nuova inchiesta alla Commissione Parlamentare Antimafia. Il generale ha testimoniato in audizione davanti ad essa affermando che, dalle analisi effettuate sulla repertazione e i filmati, qualcuno era presente nella stanza al momento del decesso del ciclista (al contrario di quanto affermato da tutte le inchieste) e che il corpo fu spostato nel periodo tra la morte e il rinvenimento da parte del portiere del residence (il quale dovette forzare la porta ostruita dall'interno da un mobile).[203]

Palmarรจs

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  • 1989 (S.C. Rinascita Ravenna, dilettanti)
2ยช tappa Sei Giorni del Sole (San Mango d'Aquino)
4ยช tappa Sei Giorni del Sole (Squillace)
  • 1990 (G.S. Lambrusco Giacobazzi, dilettanti)
Memorial Pancotti - Ostra Vetere
Ghiare di Berceto-Fonti San Moderanno
Trofeo Dall'Agata (valido come Campionato Emilia-Romagna, prova in linea)
  • 1991 (G.S. Lambrusco Giacobazzi, dilettanti)
10ยช tappa Giro d'Italia dilettanti (Agordo)
Ghiare di Berceto-Fonti San Moderanno (cronoscalata)
Gran Premio Cittร  di Meldola
Cronoscalata della Futa-Memorial Gastone Nencini dilettanti
Piccolo Giro dell'Emilia
  • 1992 (G.S. Lambrusco Giacobazzi, dilettanti)
Livorno-Valle Benedetta (cronoscalata)
9ยช tappa Giro d'Italia dilettanti (Verona > Cavalese)
10ยช tappa Giro d'Italia dilettanti (Cavalese > Alleghe)
Classifica generale Giro d'Italia dilettanti
  • 1994 (Carrera-Tassoni, due vittorie)
14ยช tappa Giro d'Italia (Lienz > Merano)
15ยช tappa Giro d'Italia (Merano > Aprica)
  • 1995 (Carrera-Tassoni, tre vittorie)
9ยช tappa Giro di Svizzera (La Punt > Flumserberg)
10ยช tappa Tour de France (Aime/La Plagne > Alpe d'Huez)
14ยช tappa Tour de France (Saint-Orens-de-Gameville > Guzet-Neige)
  • 1997 (Mercatone Uno-Wega, due vittorie)
13ยช tappa Tour de France (Saint-ร‰tienne > Alpe d'Huez)
15ยช tappa Tour de France (Courchevel > Morzine)
  • 1998 (Mercatone Uno-Bianchi, dieci vittorie)
4ยช tappa, 1ยช semitappa Vuelta a Murcia (Murcia > Morron de Totana)
14ยช tappa Giro d'Italia (Schio > Piancavallo)
19ยช tappa Giro d'Italia (Cavalese > Montecampione)
Classifica generale Giro d'Italia
11ยช tappa Tour de France (Luchon > Plateau de Beille)
15ยช tappa Tour de France (Grenoble > Les Deux Alpes)
Classifica generale Tour de France
1ยช prova ร€ travers Lausanne (Losanna > Losanna)
2ยช prova ร€ travers Lausanne (Losanna > Losanna)
Classifica generale ร€ travers Lausanne
  • 1999 (Mercatone Uno-Bianchi, sette vittorie)
4ยช tappa Vuelta a Murcia (Murcia > Aledo)
Classifica generale Vuelta a Murcia
2ยช tappa Setmana Catalana de Ciclisme (Lloret de Mar > Castellรณ d'Empรบries)
8ยช tappa Giro d'Italia (Pescara > Gran Sasso d'Italia)
15ยช tappa Giro d'Italia (Racconigi > Oropa)
19ยช tappa Giro d'Italia (Castelfranco Veneto > Alpe di Pampeago)
20ยช tappa Giro d'Italia (Predazzo > Madonna di Campiglio)
  • 2000 (Mercatone Uno-Albacom, due vittorie)
12ยช tappa Tour de France (Carpentras > Mont Ventoux)
15ยช tappa Tour de France (Brianรงon > Courchevel)

Altri successi

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  • 1989 (S.C. Rinascita Ravenna)
Classifica giovani Sei Giorni del Sole
  • 1990 (G.S. Lambrusco Giacobazzi)
Classifica giovani Giro dell'Emilia Romagna dilettanti
  • 1991 (G.S. Lambrusco Giacobazzi)
Classifica scalatori Giro della Regione Friuli Venezia Giulia
  • 1992 (G.S. Lambrusco Giacobazzi)
Classifica scalatori Giro d'Italia dilettanti
  • 1994 (Carrera-Tassoni)
Trofeo Bonacossa Giro d'Italia
Classifica giovani Tour de France
  • 1995 (Carrera-Tassoni)
Classifica giovani Tour de France
  • 1997 (Mercatone Uno-Wega)
Profronde van Pijnacker (Criterium)
Rominger Classic - Crans Montana (Criterium)
  • 1998 (Mercatone Uno-Bianchi)
Classifica scalatori Vuelta a Murcia
Classifica dei Gran Premi della Montagna Giro d'Italia
Trofeo Bonacossa Giro d'Italia
Grand Prix de la Ville de Luxembourg - Galร  Tour de France
Circuit de l'Aulne (Criterium)
Criterium di Bologna
Ritter Classic - Charlottenlund (Criterium)
Profronde van Surhuisterveen (Criterium)
Luxembourg-Steinsel (Criterium)
Criterium di Copenaghen
Criterium di Valencia
Rominger Classic - Crans Montana (Criterium)
  • 1999 (Mercatone Uno-Bianchi)
Classifica scalatori Vuelta a Murcia
  • 2000 (Mercatone Uno-Albacom)
Profronde van Stiphout (Criterium)
Acht van Chaam (Criterium)

Piazzamenti

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Grandi Giri

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1993: ritirato (18ยช tappa)
1994: 2ยบ
1997: non partito (9ยช tappa)
1998: vincitore
1999: non partito (21ยช tappa)
2000: 28ยบ
2001: non partito (19ยช tappa)
2002: ritirato (16ยช tappa)
2003: 13ยบ
1994: 3ยบ
1995: 13ยบ
1997: 3ยบ
1998: vincitore
2000: non partito (17ยช tappa)
1995: non partito (17ยช tappa)
2001: ritirato (11ยช tappa)

Classiche monumento

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1995: 98ยบ
1997: 31ยบ
1998: ritirato
1999: 62ยบ
2001: 89ยบ
2002: 75ยบ
1993: 67ยบ
1994: 67ยบ
1995: 18ยบ
1997: 8ยบ
2002: ritirato

Competizioni mondiali

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Riconoscimenti

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La "biglia" con l'immagine di Pantani presso il centro direzionale di Mercatone Uno a Imola

Nella cultura di massa

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Per ricordare le sue doti di scalatore, dal 2004 il Giro d'Italia assegna ogni anno a una salita il titolo di "Montagna Pantani", onore concesso fino ad allora soltanto al "Campionissimo" Fausto Coppi. Infatti, mentre la "Cima Coppi" รจ il passo piรน alto percorso dal Giro, la "Montagna Pantani" รจ la salita piรน impegnativa e significativa della manifestazione.

Musica

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  • I Litfiba hanno dedicato a Marco Pantani la canzone Prendi in mano i tuoi anni, pubblicata nel 1999 nell'album Infinito. A differenza di tutte le altre dediche, scritte postume dopo la morte del ciclista, questa fu scritta e pubblicata quando Pantani era ancora all'apice della sua carriera, prima della squalifica del 1999.
  • Gli Stadio hanno scritto appositamente per lui E mi alzo sui pedali, dall'album Parole nel vento, integrando il testo della canzone con alcuni pensieri scritti dallo stesso Pantani su fogliettini trovati sparsi nella stanza accanto al suo cadavere. Questa canzone รจ stata anche utilizzata come sigla nel film Il Pirata - Marco Pantani, prodotto dalla RAI, in cui il ruolo del corridore romagnolo รจ stato interpretato dall'attore Rolando Ravello.
  • I Nomadi gli hanno dedicato la canzone L'ultima salita presente nell'album Con me o contro di me uscito nel febbraio 2006.
  • Riccardo Maffoni ha dedicato a Pantani la canzone Uomo in fuga, pubblicata nell'album Storie di chi vince a metร  del 2004.
  • Alexia dedica a Pantani la canzone Senza un vincitore contenuta nell'album Gli occhi grandi della Luna del 2004.
  • Francesco Baccini ha scritto la canzone In fuga dedicata al Pirata, pubblicata nell'album Stasera teatro del 2005.
  • Claudio Lolli ha pubblicato la canzone Le rose di Pantani (testo di Gianni D'Elia) nell'album La scoperta dell'America del 2006.
  • Giorgio Canali dedica a Marco Pantani la canzone "MP nella BG" nell'album "Nostra Signora della Dinamite", polemizzando con l'Italia che parla solamente di calcio.
  • Antonello Venditti ha dedicato la canzone "Tradimento e Perdono" dall'album "Dalla pelle al cuore" (2007) a Marco Pantani, Agostino Di Bartolomei e Luigi Tenco.
  • Il cantautore romagnolo Max Arduini dedica a Marco Pantani il brano Sul col du Galibier dall'album VIVOinPratiCANTATO (2012)[204].
  • Ted Bee ha pubblicato la canzone "Tutti gli altri dietro" prodotta da Andrea Rock nell'album "Phoenix" (2016)
  • Il rapper romano Ketama126 dedica a Pantani un brano omonimo nell'album "Oh Madonna" (2017).
  • Il gruppo rock francese Les Wampas ha scritto una canzone in omaggio a Marco Pantani, Rimini (2006).
  • Il cantautore Bennu gli ha dedicato la canzone Il pirata su due ruote (2021)[205][206]
  • Il rapper pugliese Kid Yugi lo cita nel brano "Mu' Ammar Gheddafi" presente nell'album "Anche gli eroi muoiono"(2026)

Cinema e televisione

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Teatro

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  • Pantani di Marco Martinelli (2012). Opera teatrale prodotta dal Teatro delle Albe-Ravenna Teatro con Ermanna Montanari e Luigi Dadina, musiche in scena per fisarmonica di Simone Zanchini. La drammaturgia di Martinelli ha vinto il Premio Ubu 2013 quale "miglior novitร  italiana" e Ermanna Montanari ha vinto il Premio Duse 2013 per l'interpretazione di Tonina Pantani, madre del campione.

Altro

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  • Giorgio Celiberti, nel 2004, in omaggio e in ricordo di Marco Pantani realizzรฒ un quadro che venne consegnato, assieme al primo premio, al vincitore del 43ยบ Giro della Regione Friuli Venezia Giulia.
  • In Cadrรฒ, sognando di volare[209] di Fabio Genovesi, le vicende agonistiche e private di Marco Pantani s'intrecciano con il racconto dell'incontro tra i due protagonisti del romanzo, diametralmente diversi ma accomunati da un'identica passione per il ciclismo e in particolare per il "pirata" romagnolo.

Nel maggio del 2006 รจ stata installata a Mazzo di Valtellina, precisamente all'ottavo km della salita del Passo del Mortirolo (dove Pantani aveva centrato la prima vittoria in carriera al Giro d'Italia), una scultura realizzata da Alberto Pasqual, raffigurante il campione romagnolo: Pantani รจ ritratto nell'atto di scattare con le mani basse sul manubrio e voltarsi a controllare gli avversari che ha staccato. Nel mese di novembre del 2010, fu esposta al Museo del Ghisallo la maglia gialla di Pantani ottenuta al Tour del 1998; in seguito la maglia fu rubata e mai piรน ritrovata.[210] Del furto sono stati accusati i due custodi del Salone del Ciclo e Motociclo della Fiera di Rho, che avrebbero poi rivenduto lo storico cimelio del Pirata.[211][212]

Nel giugno del 2011, fu inaugurata una stele commemorativa sul Col du Galibier, teatro di una memorabile impresa che era valsa al Pirata vittoria di tappa e maglia gialla al Tour del '98.[213] Altri monumenti in onore di Marco Pantani sono presenti anche in una piazza della cittร  di Aulla, in prossimitร  del Colle Fauniera (altro luogo iconico di una tappa significativa del Giro 1999),[214] oltre che nella sua cittร  natale, Cesenatico.[215] Altri due monumenti al Pirata sono presenti nel comune di Carpegna. Il primo รจ in localitร  Cippo, ai piedi del Monte Carpegna: su questa salita, proposta diverse volte nell'itinerario del Giro d'Italia, Pantani era solito allenarsi in preparazione delle grandi corse a tappe. Un altro monumento commemorativo รจ posto proprio in cima alla salita.

In Toscana, tra Saturnia e Poggio Murella, luogo in cui Pantani amava concedersi periodi di relax, รจ stato intitolato al ciclista un percorso in salita, inaugurato nel 2020 durante il passaggio della Tirreno-Adriatico, detto il Muro del pirata, con una lunghezza di 3250 m e una pendenza massima del 22%. Al termine della salita c'รจ una statua commemorativa ritraente il campione di Cesenatico.

Note

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  1. ^ A Cesena un giardino dedicato a Pantani, su gazzetta.it, 15 febbraio 2015. URL consultato il 6 giugno 2015 (archiviato l'11 marzo 2020).
  2. ^ Pier Bergonzi, Davide Cassani e Ivan Zazzaroni, Pantani - Un eroe tragico, Mondadori, 2010. URL consultato il 3 gennaio 2018 (archiviato il 3 gennaio 2018).
  3. ^ a b Gianni Mura, Emozioni da Pantani, di nuovo con i primi, in La Repubblica, 15 luglio 1997.
  4. ^ Gianni Mura, Il Pantadattilo ha chiuso le ali, in repubblica.it, 16 febbraio 2004.
  5. ^ Pantani, 20 anni dopo. Il racconto della doppietta Giro-Tour del Pirata nel 1998, su ilfoglio.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  6. ^ Alpe d'Huez โ€“ Alpes, su ChronosWatts. URL consultato il 31 luglio 2025.
  7. ^ Mario Pugliese, Vous รชtes mon idole, in inbici.net, 1ยบ ottobre 2016. URL consultato il 23 giugno 2021.
  8. ^ Lance Armstrong, Armstrong: If I was the carpenter, Pantani was the artist, in cyclingnews.com, 13 febbraio 2014. URL consultato il 23 giugno 2021.
  9. ^ a b c Eugenio Capodacqua, Via al Giro, tra doping, inchieste e Pantani, in repubblica.it, 8 maggio 1999.
  10. ^ Alessandro Fulloni, Quei pazzi discesisti giรน a "tomba aperta", su corriere.it.
  11. ^ a b c d e f Marco Pantani, su treccani.it, Dizionario Biografico degli italiani, volume 81 (2014).
  12. ^ Giovanni Battistuzzi, L'amore perduto. Marco Pantani e quel che resta di San Valentino, su ilfoglio.it, Il Foglio. URL consultato il 23 febbraio 2018 (archiviato il 23 febbraio 2018).
  13. ^ a b c d Andrea Pasqualetto, L'ultima perizia su Pantani: "Overdose da psicofarmaci", su corriere.it, Corriere della Sera, 9 marzo 2015. URL consultato il 4 maggio 2019 (archiviato il 19 settembre 2015).
  14. ^ Lo spacciatore di Pantani alle Iene: "Marco รจ stato ucciso. E non dalla cocaina. Indagate sui soldi", in gazzetta.it, 9 ottobre 2019.
  15. ^ "Pantani รจ tornato", ecco il libro di De Zan, in tgcom24.mediaset.it, 2 dicembre 2014.
  16. ^ Gianni Mura, Pantani trovato morto in un residence, in la Repubblica, 15 febbraio 2004, p.ย 1.
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Bibliografia

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  • Stefano Fiori, Pantani vive (2004)
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  • Andrea Rossini, Ultimo chilometro (I libri del Corriere Romagna 2004)
  • Fabio Marzaglia, Appena sotto il cielo (Bradipolibri Editore, Torino 2005, ISBN 88-88329-60-9)
  • Pier Bergonzi, Davide Cassani, Ivan Zazzaroni, Pantani. Un eroe tragico (Mondadori, 2005)
  • Salima Barzanti, Marco Pantani mito e tragedia. (I libri di Pipinรจ 2006)
  • Philippe Brunel, Vie et mort de Marco Pantani, Grasset, 2007, ISBN 2-246-67521-9
  • Tonina Pantani con Enzo Vicennati, Era mio figlio, Mondadori, 2008
  • Giuseppe Alessandri, Marco Pantani ultimo eroe romantico, Edizioni della Meridiana, Firenze, 2009.
  • Cosimo Cito, Il fantasma del Galibier. Il Tour di Marco Pantani, Limina edizioni, 2010, ISBNย 978-88-6041-066-5.
  • Tonina Pantani e Francesco Ceniti, In nome di Marco, Rizzoli, 2013, ISBNย 978-88-17-07017-1.
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  • Marco Martinelli, Pantani, Luca Sossella editore, 2014.
  • Marco Pastonesi, Pantani era un dio, 66thand2nd, Roma, 2014.
  • Davide De Zan, Pantani รจ tornato. Il complotto, il delitto, l'onore. Un'indagine sconvolgente su un campione ucciso due volte, prefazione di Giorgio Terruzzi, Piemme, 2014
  • Luca Steffenoni, Il caso Pantani. Doveva morire, Milano, Chiarelettere, 2017
  • Roberto Manzo, "Chi ha ucciso Marco Pantani", ed. Mondadori, 2018

Voci correlate

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